Formula Uomo

Ieri, con una delegazione di atleti LGS,  abbiamo fatto una visita agli stabilimenti Ferrari, a Maranello, e più volte si è parlato del progetto Formula Uomo.
Fortemente voluto dal presidente Montezemolo il progetto è iniziato nel 1997 e consiste nella realizzazione di un vero e proprio Villaggio Ferrari, ormai completato, formato da edifici spaziosi e luminosi in vetro e acciaio e con delle vere e proprie oasi verdi all’interno e all’esterno degli edifici.
Il viale principale, infatti,  che porta il nome di Enzo Ferarri, è alberato dando veramente l’idea della cittadina. In esso confluiscono una serie di vie che portano il nome dei piloti che hanno vinto almeno un campionato del mondo con la Rossa.

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Nel 2006 è stato costruito anche il Maranello Village: un complesso residenziale per i dipendenti che sorge a circa 4km dalla sede della Ferrari, raggiungibile anche attraverso la pista ciclabile.
L’attenzione nei confronti del dipendente è dunque importantissima all’interno dell’azienda che periodicamente organizza dei corsi formativi in modo da accrescere le competenze dei componenti del proprio team, in modo che possano svolgere mansioni diverse evitando quindi il lavoro ripetitivo.
La sensazione che ho avuto ieri è che tutti i dipendenti facciano veramente parte di una grande squadra e che lavorino per un unico grande obiettivo.
Credo quindi, e lo testimoniano anche i riconoscimenti a livello internazionale, che il progetto di Montezemolo sia stato davvero vincente e che l’attenzione all’uomo prima di tutto sia un concetto su cui tutte le aziende dovrebbero basare la propria filosofia e la propria organizzazione a partire dagli ambienti e dalle condizioni di lavoro.
Oggi era la giornata di saluti tra i dipendenti e colui che ha ricoperto la carica di presidente per più di vent’anni vincendo tantissimo in Formula1 e facendo diventare il cavallino rampante il brand più forte al mondo in termini di riconoscibilità.
Che i dipendenti fossero dispiaciuti ed amareggiati per questo cambio al vertice l’abbiamo ampiamente capito, personalmente ho trovato poco elegante (per non usare altre parole) le modalità con cui sono stati comunicati, a quanto pare anche al diretto interessato, i cambi al vertice.
E’ proprio vero che la riconoscenza, purtroppo, non è un sentimento molto diffuso nel nostro paese.

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