#Free Ghoncheh Ghavami

Leggo con amarezza che Ghoncheh Ghavami, giovane avvocatessa iraniana (con passaporto anche britannico), è stata arrestata perché voleva entrare al palasport per vedere la partita di volley di World League tra Iran e Italia che si è giocata lo scorso 20 giugno a Teheran.
In un primo momento Ghoncheh Ghavami è stata arrestata insieme ad altre manifestanti e subito rilasciata ma quando, qualche giorno dopo, si è recata alla polizia per riprendere gli oggetti personali che le erano stati presi, è stata definitivamente arrestata, dapprima per 41 giorni (in isolamento) a cui sono stati aggiunti altri due mesi.
Allucinante!
Allucinante per noi ma, purtroppo, assolutamente normale in un paese che si basa sulla “legge” della sharia. Dopo la rivoluzione islamica del 1979, infatti, sono state introdotte una serie di leggi tra cui anche quella che vieta alle donne di poter assistere ad eventi o manifestazioni a cui partecipano uomini che non sono completamente vestiti. “La mescolanza di uomini e donne negli stadi non è ritenuta di interesse pubblico” e ogni trasgressione viene punita per evitare comportamenti definiti lascivi da parte delle donne.
Mah.
Da pallavolista e donna libera, non riesco ad immaginare un mondo in cui noi donne veniamo trattate in questo modo, in cui la libertà di assistere ad un evento sportivo (con uomini definiti seminudi ) sia ancora qualcosa per cui lottare.
In questi ultimi anni ho letto di ragazze uccise dai propri padri perché si comportavano da occidentali o perché han fatto l’errore di innamorarsi di un ragazzo occidentale.
Ho giocato anni fa durante una coppa del Mondo contro le ragazze della nazionale egiziana ed erano completamente coperte, potevano mostrare solo le mani e il volto.
Rispetto la loro religione, ma non potrò mai dimenticare il modo in cui queste ragazze ci guardavano: negli occhi di alcune di loro mi è sembrato di leggere la curiosità nei confronti di un mondo diverso, in cui la donna può scendere in campo in pantaloncini corti e vivere la propria femminilità anche da atleta. Sarà stata solo una sensazione, magari anche maturata da qualche preconcetto, ma a me è sembrato davvero che volessero essere come noi.

Foto Omega/Satomiracu
Ghoncheh Ghavami voleva solo assistere ad una partita dello sport che ho amato e praticato fin da bambina, e mi piace pensare che il mondo del volley si schieri con lei e non rimanga in silenzio difronte all’ingiustizia che sta subendo.
E’ stata aperta una pagina Facebook per chiederne la liberazione e sempre più testate ne stanno parlando.
Mi sembra giusto che il mio mondo faccia qualcosa per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa vicenda, e spero che si possa sfruttare l’opportunità e la risonanza mediatica dell’imminente mondiale femminile in Italia per mandare un messaggio chiaro: #freeGhonchehGhavami.

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